ANCORA PRODUZIONI STRANIERE DAL BRENNERO A VERONA: un picchetto di coltivatori di Coldiretti attendeva a Cerea un tir carico di formaggio semilavorato destinato ad un'azienda di confezionamento
2010-07-28

Ancora uno scoop per il Giro d'Italia del Made in Italy organizzato da Coldiretti al Brennero: un tir carico di semilavorati di formaggio fresco, in pezzi da 10-15 chili, non confezionati, presumibilmente mozzarella, e' stato fermato alla frontiera da Guardia di Finanza e Coldiretti. All'insaputa dell'autista, gli uomini di Coldiretti Verona l'hanno tallonato su un'auto anonima fino alla destinazione: un'azienda di confezionamento e distribuzione di prodotti caseari di Cerea, dove lo aspettava un picchetto di coltivatori di Coldiretti Verona. L'azienda distribuisce prodotti italiani dop e a marchio proprio. “Ecco come si spiega la bilancia commerciale negativa sul fronte del latte, nel solo Veneto se ne importano 12 milioni di quintali contro gli 11 prodotti – spiega Pietro Piccioni, Direttore di Coldiretti Verona – qui si importa formaggio , cagliate e altri derivati semilavorati mentre le aziende veronesi, un migliaio di allevamenti che producono 2,8 milioni di quintali di latte l'anno , rischiano di chiudere le stalle. Latte di qualità superiore che, per giunta, viene venduta ad un prezzo ridicolo. La riprova di come funzioni la filiera del latte ci giunge in un momento molto critico: le trattative con Assolatte per definire il nuovo prezzo al litro del latte si sono arenate, proprio sulla cifra offerta dalla controparte: davvero insostenibile per una gestione economica positiva di un allevamento da latte. Del resto, finché è permesso acquistare all'estero produzioni non meglio identificate, a prezzo di saldo, e confezionarle in Italia, senza indicare l'origine delle materie prime, non nasce certo la necessità di venire incontro alle esigenze degli allevamenti italiani”. Si rende quanto mai opportuna, quindi, l'accelerazione dell'iter della legge sull'indicazione obbligatoria in etichetta degli alimenti dell'origine delle materie prime. Il consumatore deve conoscere l'origine delle materie prime,. allora sarà in grado di fare le sue scelte in modo consapevole, tra prodotti italiani e proodotti di importazione. Tra ieri e oggi, dal Brennero a Verona è arrivato di tutto: dal formaggio semilavorato al latte, dalle cagliate alle mele ed ai kiwi, dalla lattuga ai pomodori. Questa altro non è che la conferma di quanto si sospettava - continua Piccioni - e cioè che si importa frutta e verdura in un delle provincie italiane più vocate alla produzione, costringendo i nostri coltivatori a lasciarla sugli alberi o a marcire nei campi, come è successo nella scorso stagione per le mele"


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