TERREMOTO IN PERU'
 
www.veronacomunica.it  aderisce all'appello dei volontari veronesi impegnati da anni nell'opera di assistenza all'infanzia orfana del Perù. Questo Stato Andino, come è noto, nelle scorse settimane ha subito un devastante terremoto che ha fatto molte vittime tra i bambini. Pubblichiamo un primo resoconto sul bilancio dei danni (visibili nella Fotogallery)  nella regione Inca,  fornitoci da un giovane avvocato peruviano della zona nella corrispondenza che pubblichiamo di seguito.
 
Per informazioni: Caterina (cell. 339.2537693) 
 

FOTOGALLERY
   
         
IL BILANCIO PROVVISORIO DEI DANNI NELLA REGIONE INCA

Il dipartimento di Ica ha un’estensione di 12 mila km quadrati e una popolazione di circa 700 mila abitanti, dei quali 450.000 sono rimasti colpiti e danneggiati dal terremoto. La popolazione colpita dal terremoto, nella maggior parte, è gente molto povera che lavora nei campi in colture per l’agro-esportazione o nel mercato informale con un guadagno medio di 4/5 dollari per 12 e più ore di lavoro al giorno. Spesso in questi nuclei è l’intera famiglia a lavorare, compresi i bambini. Molte di queste famiglie sono persone che si sono rifugiate nelle periferie urbane e nelle campagne di Ica dopo essere fuggite alle violenze politiche degli anni ‘80/’90. Il terremoto ha distrutto edifici, infrastrutture, la rete idrica e fognaria,…. La provincia più colpita è la provincia di Pisco dove l’85% delle abitazioni sono distrutte e le rimanenti sono inagibili e quindi inabitabili Dai dati registrati dal MIMSA e dalla Fiscalia della provincia di Pisco il totale delle persone morte sono 528 a Pisco, 120 a Chincha e 119 a Ica. La strada principale che collega il paese al Sud, la panamericana Sur , è stata distrutta per un tratto di oltre 100 km, soprattutto nelle zone più critiche del terremoto cioè nella zona chiamata Hawai a Chincha e nel tratto tra Chinca e Pisco. Un piccolo tratto si è riusciti a riabilitarlo almeno in un senso per permettere il passaggio e la mobilità. Gli aiuti stanno arrivando con molto ritardo proprio a causa del problema del trasporto e della viabilità Si sta ristabilendo piano piano l’energia elettrica nelle province di Ica e Chinca mentre a Pisco si sta ancora lavorando per riabilitare l’intero sistema elettrico. Le abitazioni costruite con mattoni di fango sono andate distrutte nel 95% nella provincia di Chinca e nel 100% a Pisco, mentre quelle di mattoni tradizionali hanno subito danni nel 70%. Nella provincia di Ica si è distrutto l’80 % della struttura dell’Ospedale Regionale e le 5 sale operatorie, mentre l’ospedale Soccorro è distrutto al 50% e delle due sale operatorie una sola è rimasta agibile mentre la seconda è andata completamente distrutta. Sono stati trasferiti 308 pazienti da Ica all’ospedale di Lima. A livello delle strutture educative a Ica è inutilizzabile il Collegio Antonia Moreno de Cáceres e la direzione regionale dell’Educazione è andata completamente distrutta. Stanno arrivando 200 aule prefabbricate per le scuole più colpite anche se non si hanno notizie precise al riguardo.
A venerdì 18 a Ica si contavano 16.417 case crollate. Ci sono problemi di furti e saccheggi in tutta la regione: per questo si sta raddoppiando la sicurezza con l’arrivo di polizia e militari dell’esercito.

Gli aiuti si stanno organizzando a partire dalla società civile con la Commissione dei diritti umani di Ica (CODEHICA) la federazione provinciale di donne di Ica (FEPROMU) e la casa della salute.
Si cerca di dare priorità ai settori marginali e periferici delle città e nelle campagne, settori più lontani dal centro, proprio perché l’aiuto del governo tende invece a canalizzarsi al centro.

Le necessità prioritarie in questo momento sono l’acqua, -quindi la necessità di ripristinare la rete idrica- cibo , materiale e attrezzi da lavoro (pale, picconi, …).

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