CRITERI ORGANIZZATIVI E METODOLOGICI
Sezioni eterogenee e gruppi
A partire dall’inizio della scuola i bambini lavorano esclusivamente in sezione perché, in questo primo periodo, occorre privilegiare l’inserimento dei bambini, soprattutto quelli nuovi, e l’appartenenza al gruppo sezione. All’interno della sezione eterogenea, i bambini hanno la possibilità di socializzare sia con i coetanei che con bambini di altre età; vengono responsabilizzati i bambini più grandi favorendo una maggiore autonomia; la mescolanza delle tre età diventa risorsa nella fase di inserimento dei piccoli.
Inoltre, dal punto di vista organizzativo, questa soluzione permette il mantenimento del gruppo sezione per tutto il triennio. Solo dopo che gli inserimenti si saranno consolidati hanno inizio le attività per gruppi omogenei. La scelta di lavorare per gruppi omogenei è stata operata per andare incontro ai bisogni e alle potenzialità di ogni singolo bambino, poiché in tal modo:
si fa più attenzione ai bisogni ed ai tempi specifici di ciascuna età;
si attuano percorsi e laboratori calibrati;
si permette ai bambini di ciascuna età, che sono suddivisi nelle cinque sezioni eterogenee, di conoscersi e fare amicizia;
si permette ai bambini di conoscere, collaborare e fidarsi non solo dell’insegnante di sezione, ma di altre figure significative.
Criteri per strutturare le sezioni
La suddivisione e la strutturazione delle sezioni avviene sulla base dei seguenti criteri:
età (le sezioni vengono formate in modo eterogeneo, per cui in ogni sezione si trovano bambini di tre, quattro e cinque anni);
identità di genere (maschi e femmine);
cittadinanza e madrelingua (italiani o stranieri);
numero per sezione (ogni sezione può accogliere fino ad un massimo di 28 bambini);
vita di relazione (nelle sue diverse modalità, come ad esempio, in coppia, nel piccolo gruppo, nel gruppo più allargato, con o senza l’intervento dell’insegnante).
Le sezioni sono aperte, nel senso che ogni bambino, oltre che alla propria insegnate di sezione, può rivolgersi liberamente anche a tutte le altre insegnanti. Queste, a loro volta, nel primo periodo di scuola, possono valutare eventuali spostamenti dei bambini in altre sezioni per garantire l’equilibrio all’interno del gruppo e assecondare eventuali esigenze del bambino.
Didattica laboratoriale
E’ stata scelta una didattica reticolare che attinge a un’idea globale del sapere ma la nostra didattica può essere anche definita laboratoriale. Il laboratorio è il luogo del fare; ma non un fare per realizzare un prodotto, un fare per capire: un luogo dove si imparano tecniche attraverso il loro utilizzo sperimentale, per apprendere un procedimento secondo il proprio stile. Perché ci sono bambini che imparano ascoltando, altri che imparano vedendo, altri manipolando. Il nostro obiettivo è che tutti i bambini abbiano le stesse occasioni di riuscire a costruire da sé la propria conoscenza. Inoltre, la modalità laboratoriale rafforza lo sviluppo del gruppo sia dal punto di vista relazionale che cognitivo.
Metodologie educative
Ogni bambino è valorizzato come soggetto dell’azione educativa. Perciò una delle dimensioni che caratterizza il nostro agire è l’ascolto: il bambino viene ascoltato nelle sue proposte, manifestazioni, idee… Fondamentale è, quindi, la fiducia nei bambini: essa si manifesta come fiducia nelle possibilità del bambino e nel credere a ciò che egli dice. Nella nostra metodologia, cerchiamo di valorizziamo ciò che i bambini sanno fare, e questo diventa il punto di partenza dell’azione educativa. I loro lavori vengono apprezzati senza fare confronti, ma stimolandoli sempre al meglio. Parliamo molto con loro. La parola rappresenta un ottimo mezzo per imparare. Per questo risultano numerosi i momenti in cui viene stimolato il dialogo, anche – se necessario – per mediare le situazioni problematiche. Le insegnanti hanno cura del linguaggio che adottano con i bambini. Esso è ricco e adeguato, così da stimolare l’arricchimento lessicale dei bambini.
Anche il pranzo, come momento conviviale, acquista un valore educativo importante. Le insegnanti pranzano assieme ai bambini, che prendono liberamente posto a tavola e conversano tra loro. Le insegnanti hanno cura di presentarsi con un atteggiamento positivo nei confronti del cibo. Il menù è caratterizzato da grande varietà. I bambini assaggiano tutto per realizzare l’educazione al gusto. Dopo pranzo i bambini giocano in giardino. L’importanza di un momento all’aria aperta è sottolineato anche dai pediatri. La scuola è una comunità di apprendimenti e di socializzazione, nella quale esistono delle regole che tutti devono imparare a rispettare per diventare cittadini responsabili.
Strumenti e materiali
La scuola privilegia l’uso di:
materiali non strutturati e riciclati (stoffe, carta, cartoni, bottoni, bottiglie di plastica, foglie, segatura, filo di ferro) per le attività di tutti i laboratori;
materiale variegato per attività grafico-pittorica-espressiva e di manipolazione (farine, gesso, argilla, pastelli ad olio, tempere, acquarello);
libri, riviste, dizionari, atlanti;
materiale strutturato per l’attività psicomotoria;
strumenti multimediali (audiovisivi, film, supporti musicali);
strumenti dei laboratori scientifici (lenti di ingrandimento, barattoli di vetro, ecc.).
La valutazione
Nella scuola dell’infanzia riguarda essenzialmente due aspetti: a) quello socio-affettivo (autonomia e socializzazione); b) quello cognitivo (competenze e abilità).
Essa avviene attraverso l’osservazione sistematica e naturale, il gioco, la conversazione, la documentazione dei prodotti, la registrazione e l’analisi degli elaborati e alcune prove di verifica (schede) proposte in vari momenti dell’anno.